Vorrei scrivere di altro. Vorrei scrivere davvero di tante altre cose. Invece non riesco. Posso solo sperare di digerire gli ultimi tre giorni in fretta.

E magari, fra qualche giorno, potrò scrivere senza nemmeno un pochino di rabbia di quella volta che la suocera 80enne, dopo una lunga influenza debilitante, è venuta a starsene da me per tre giorni. Da precisare che non è stata ovviamente la sua presenza a farmi arrabbiare ma le tante cose assurde che ha potuto dire in questi pochi giorni.

Potrò forse scrivere di com'è stato stare ancora una volta con la suocera convalescente in casa mentre mio marito era altrove per lavoro e dover sentirmi dire cavolate che urtano e fanno male non poco senza poter aprir bocca.

Almeno non ha detto niente di molto personale nei miei confronti  - ci mancherebbe!  E' solo che le sue considerazioni del tutto sbilanciate non finiscono mai di stupirmi!

Devo ricordarmi continuamente di guardarmi bene dal rispondere male poiché è una signora ormai anziana ma sì, potrei scrivere un lungo libro fatto solo degli improperi che mi saltano in testa mentre lei loda i miei cognati assenti o mentre si chiede cosa avrà fatto mai alla dolce nuora di cui lei si è tanto occupata in passato e che ora, libera, con figli adulti, non le è degnata nemmeno di una telefonata nei suoi giorni peggiori.

Già, potrei scrivere un libro di sfoghi indicibili pensati mentre mi raccontava di come il figlio più piccolo, "poverello",  avesse proprio bisogno di riposo nei giorni scorsi e di andarsene a sorpresa in albergo sul mare in Sicilia con moglie e figli proprio nei giorni in cui lei stava a letto senza forze... e mentre mio marito, dopo 12 ore piene di lavoro, veniva a farle compagnia per la notte.

Incredibile come poi riesca a non chiedersi come mai il figlio svagato, una volta rientrato dal mare, non si sia degnato di scendere da Roma a fare una notte dalla madre. Ma ancora più incredibile era vedere la sua faccia di rimprovero quando ha saputo che mio marito doveva andare in trasferta e non sarebbe stato a casa con noi in questi giorni.

Avrei voluto dirle "benvenuta alla MIA realtà"... avrei voluto dirle tante cose... sì, che avrei voluto!

Catturare il vento

L'ennesima chance di rimettermi in gioco in un progetto si presenta. Ho i soliti 5 secondi di panico. Ce la farò? Forse sì. O forse ho perso la mano? O forse rovino tutto tirandomi indietro al momento migliore della partita e consegno tutto nelle mani di qualcun' altro come è già successo in passato?

O forse ora le bambine hanno talmente tanta autonomia che qualche volta mi resta davvero troppo tempo libero da impiegare in qualcosa che non c'entri con le mura domestiche o con la giornata della famiglia ed io ne sono talmente tanto consapevole che gongolo all'idea di rendermi utile in un modo diverso da quello a cui mi sono abituata in questi anni da stay-at-home mom.

E mentre girovago online nella pianificazione della vacanza estiva in due fasi e cerco di mantenere la calma prima di rispondere seriamente all'offerta del capo  - nonché marito -  che in trasferta già sbraita perché non gli rispondo mai all'instante, ecco che mi si presenta una frase davanti agli occhi. E' un' aforisma di Twain - che di viaggi e imprese ne capiva ben più di me -  ai miei occhi un pò vecchio poiché che l'avrò usato centomila volte quando capitava spesso di vedere gente spaventata dai miei troppi spostamenti negli ultimi quindici anni.

Devo ammettere però che mi calza tuttora e bene.

"Tra vent'anni non sarete delusi dalle cose che avete fatto, ma da quelle che non avrete fatto. Allora levate l'ancora, abbandonate i porti sicuri, catturate il vento nelle vostre vele. Esplorate, sognate, scoprite." (Mark Twain)

Anche questo è per il bene

Sembra ieri quella mattinata passata fuori a guardare con nostalgia la strada, i fiori, i passanti, i giochi delle piccole sparsi qua e là. Sembrano di ieri quei saluti, i capelli al vento, i sorrisi con tanto di saltelli nel ritorno a casa. Eppure un'anno quasi è passato.

Tra meno di un mese, saranno di nuovo in vacanza ed ancora un capitolo della loro vita verrà chiuso qui ed' un'altro si aprirà ancora qui. Intanto, ci inventeremo tante cose per far scorrere piano le giornate prima dell'arrivo della vera vacanza e ci faremo tante risate là fuori, sotto la tenda da sole fino a tarda sera.

Eppure pensavamo che a quest'altezza saremmo stati con le valige pronte per ricominciare altrove. L'amaro in bocca c'è tutto per i piani saltati ed i dissapori connessi ma come dare torto al corso naturale della vita che è un programma ben più affidabile di quelli che siamo in grado di fare? Come dubitare che in ogni programma saltato ci sia l'opportunità di farne un'altro magari migliore e più felice?

Come la nonna, che prima di dare un consiglio, infilava il solito "se sarà per il tuo bene, che tu possa fare (...)", mi sono ritrovata anche questa volta a mettere da parte sensazioni dissonanti, a chiudere una porta pensando al bene intrinseco, restando fiduciosa che, sia un portone o una finestra, una via migliore di quella saltata sta per aprirsi. 
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