Crescere piano

Spesso, mi trovo a ripetere a loro la solita richiesta. Infatti, "cresci piano" è una richiesta che si sente sempre in questa casa. La faccio dopo le coccole della buonanotte e prima di fare da DJ in cameretta ma la ripeto anche ai saluti o mentre scarto vestiti diventati all'improvviso troppo piccoli o quando sento frasi molto profonde e piene di senso uscire da quelle bocche piccoline che fino a giorni  fa (sì, ci potrei giurare sono passati soli pochi giorni!) erano prive di denti.

Normale quindi che oggi mi senta una caccola. Già, una caccola, una merrrrrda o qualunque altra cosa faccia schifo vi venga in mente.

La verità? Odio me stessa con tutta me stessa quando mi rendo conto di pretendere dalle piccole cose che potranno aver sviluppato fra cinque-sei anni ma decisamente non possono averle chiare ora; cose che però vengono richieste a loro adesso in questa società ridicola; richieste che cerco di anticipare mio malgrado...e con risultati a dir poco vergognosi.

Per lunedì, c'erano i compiti d'inglese ma sabato e domenica non era stato possibile far fare qualcosa alla piccola grande poiché sabato è riposo e domenica era il suo attesissimo ed articolatissimo compleanno svoltosi in ben tre fasi diverse lungo la giornata. La soluzione l'ho pattuita con le maestre; la piccola avrebbe portato i compiti fatti entro mercoledì, giorno della seconda lezione settimanale d'inglese.

Ovviamente, ieri, dopo la ritmica, la forza e la volontà erano agli sgoccioli ma con un bellissimo intervallo, ho convinto la piccola a mettersi a fare i compiti saltati. Lei non è abituata ad essere sorvegliata nè io a sorvegliarla. I compiti li fa col mio aiuto quando me lo chiede e da sola quando se la sente. Ieri, non ha chiesto aiuto.

Stamattina peròòòò, prima di andare a scuola, è crollata la bugia sui compiti tutti completati e c'è stata la sfuriata della mamma caccola che coesiste con la mamma normale in me.

Inutile dire quanto mi sia pentita poi e quanto avrei voluto dirle che, per me, quella scuola può tenersi per sé i compiti. Inutile dire quanto abbia voluto tenermela a casa per non far avere a lei l'ennesimo rimprovero, inutile anche dire che mi incavolava pure sapere che in gioco c'era quella mia credibilità irrisoria e già abbastanza discussa dato che sono tuttora l'unica mamma "easy" tra le mamme di quella classe.

E così, eccomi.

Sono qui da ore a soffiare sulla mia ferita al cuore e a pregare perché la sua rimargini prima della mia; a chiedere perdono a Colui che me l'ha affidata otto anni fa, dimostrandomi infinito amore e troppa fiducia; a spiegare che io 'sto benedetto homeschooling prima o poi lo faccio altrimenti rischio di passare i migliori anni della mia vita a imporre regole in cui non credo agli esseri che amo di più.

Se solo ci fosse una scuola migliore, una scuola sognante in cui farle crescere piano con i loro tempi, proverei ancora... ma dove?

Piccole e sparse

a)le casalinghe ormai fanno e pubblicano video meglio di molti geek.

b)le ragazze-donne-signore degli infiniti (?) canali su youtube dedicati ai più svariati tipi di acquisti e/o hobby sono per me la prova provata di quanto l'infanzia femminile negli ultimi cinquant'anni sia stata accorciata e/o mal vissuta in ogni dove. Mal comune e senza gaudio.

c)la teoria critica, la riproducibilità tecnica dell'opera d'arte e l'industria culturale erano state già abbastanza snocciolate in modo sudamericano da Martìn-Barbero nei miei ultimi anni di università e sono ora del tutto sviscerate nelle migliaia di ore di anonimo protagonismo degli youtubers ma rimango aggrappata maledettamente alla scuola di Frankfurt come se ci trovasse sempre qualcosa di nuovo da studiare. Le mie tendenze nostalgiche vincono sempre.

d)e mi sa che quel seguito degli studi deve finalmente avere una data certa.




Nati in primavera

E' primavera e la natura tutta ha una nuova occasione. Anche le piante più antiche del giardino. Anche le creature fragili, appena nate, possono godere qualche beneficio del nuovo tempo così come quelle che di primavere ne hanno viste già tante.

Comunque siano andate le stagioni precedenti, qualunque siano state le intemperie superate, ora, abbiamo un'aiuto concreto per rinascere, fiorire, abbellire ancora il mondo, donare di noi il nostro meglio che - si spera - ci sia ancora e sia tanto e ad un punto tale da riemergere già ai primi giorni della nuova stagione, anche quando fuori il sole ancora non ci scalda. Ogni cosa al suo tempo. E anche la preparazione al cambiamento ha preso il suo di tempo.

E nell'osservare nel tempo, ci accorgiamo meglio ancora delle cose che sfuggono alle cadenze previste e ci sorprendono. Impariamo anche così come sia possibile cambiare non solo per forza di cose ma anche - e soprattutto - volutamente, cercando il Giusto aiuto.

Non è facile ma, se guardo la casa che splende più che mai dopo la corsa di questi giorni di pulizia, riesco ad immaginare quei momenti concitati in cui, da schiavi impauriti, mettevamo insieme quanto possibile per la partenza e c'era all'orizzonte la sognante possibilità di nuove primavere da liberi.

E, mentre mi slanciavo nelle fatiche di pulire gli angoli più inutili di casa mia, in questi giorni, ho pensato che è davvero un'esercizio metaforico ma senza il quale rischierei di perdere la concentrazione, di perdere il ritmo della mia esistenza, di perdere la cadenza della mia allegria, della mia primavera, del cammino che c'è da percorrere nella settimana che arriva. Ringrazio. 

Todà

Mentre casa mia profuma di pane e di cibo, mentre in giro ripassiamo le parole per la settimana prossima che è tutta una gioia, mentre le mie piccole ballano in cucina e mio figlio se la spassa per altri tre giorni a Miami; mentre mio marito chiude gli ultimi impegni della sua settimana di lavoro e imposta i primi passi per quella che verrà; mentre ringrazio di sapere che stanno bene tante altre persone a me care; penso a quei sette bambini del Brooklyn che la scorsa settimana hanno finito il loro percorso in questo tempo, in questa terra. E penso ai loro genitori rimasti in vita con il compito più grande di prima e sicuramente il più atroce che possa ricevere un genitore, quello di restare quando i figli già non ci sono.

Chiedo e chiedo ancora che per loro ci siano ancora profumi e sorrisi e voci e balli di bambini, che ci sia ancora la gioia di questo giorno che invade le nostre case e ci riscalda i cuori; chiedo e chiedo ancora che l'Altissimo che ha piani sicuramente più saggi dei nostri e ci salva da noi stessi, conceda a loro la giusta misura di comprensione che ci vuole per andare avanti e continuare la loro vita. E anche se è poco ciò che posso, ringrazio a quei sette piccoli della loro esistenza, del loro passaggio in questo mondo perché ricordandomene oggi, mi hanno donato degli occhi meno miopi, una voce più serena, addolcito i miei intenti e rinforzato in me la voglia di benedire il tutto.
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